Quello che oggi servirebbe trasmettere ai propri figli non sono tanto i "buoni sentimenti" che, in quanto sentimenti sono "intrasmissibili" - ma poi, quali sarebbero questi "buoni sentimenti" e chi li decide, visto che ogni famiglia ha i propri in cui credere? - quanto piuttosto ciò che presiede alla loro spontanea formazione in ciascun bambino, e cioè il senso del limite.
Quel senso del limite che permette di "sentire" (eccolo il buon sentimento) che
non tutto si può avere, che non tutto si può fare. e che si produce nel soggetto, sin dalla sua più tenera età, soltanto se in una famiglia riesce ad operare quella che definiamo la "funzione paterna"., funzione che non ha niente a che vedere con un padre in carne e ossa, ma con la sua metafora, vale dire con il "Padre simbolico", che dovrebbe albergare in entrambi i genitori, anche, e forse ancor di più, nella madre, poiché è quella funzione che permette ai genitori di poter dire anche "no" alle richieste del loro bambino.
Solo così gli si può trasmettere lil "buon sentimento" che non tutto si può avere, anche se si desidera.
Si tratta cioè di una
funzione, per così dire, "regolatrice" del desiderio, che installa nel bambino il senso del limite.
Se è definita paterna non è perché abbia una qualche attinenza con la cultura del "patriarcato", ma soltanto perché, in genere, nella nostra cultura, è la madre che "delega" simbolicamente il padre del bambino a questo compito "ingrato" di dire anche "no", dal momento che lei tende più facilmente a cedere al "sì".
E' per questo che l'incarico paterno di porre il limite al "sì" della madre, non lo rende soltanto più autorevole, ma anche, spesso, più "antipatico". L'edipo freudiano è questo e serve alla crescita del bambino verso un adulto "sano".
L'autorevolezza del padre che serve al bambino è dunque quella permessa ed "autorizzata" dalla madre e non quella del padre patriarcale che arbitrariamente l'assume contro la madre.
Ora, se questa funzione, appunto paterna nel senso che abbiamo detto, salta, può più facilmente accadere che i genitori non sappiano dire "no" al loro bambino, quando serve, ma che funzionino invece di più in senso "materno" , e se, di conseguenza, un bambino non sa neanche cosa significhi un no, correrà maggiormente il rischio di diventare un adulto, o un adulta se femmina, non in grado di sopportare il no dell'altro/a, arrivando perfino ad uccidere, oppure ad uccidersi: in genere gli uomini possono uccidere, mentre le donne uccidersi, se non sopportano il no in amore.
Insomma, non sono certo i cosiddetti buoni sentimenti a salvare il mondo, purtroppo: ma pensate davvero che i nazisti uccidessero gli ebrei, o la Santa Inquisizione mettesse al rogo gli eretici, ecc, perché nazisti e Inquisizione fossero animati da cattivi sentimenti? Al contrario, erano convinti di incarnare i Buoni Sentimenti e per questo, e in nome di questi, di dover salvare l'Umanità dai cattivi sentimenti che erano gli ebrei, gli eretici, eccetera. Se i buoni sentimenti diventano Buoni Sentimenti, se diventano cioè ideologie con le lettere maiuscole, se diventano Principi Universali da difendere e diffondere a tutti i costi, allora sarebbe molto pericoloso: non c'è male peggiore di quello che viene commesso in nome del Bene, ce lo insegna la Storia!
Piuttosto,
quello che può salvare davvero il mondo è soltanto la Legge simbolica del Padre, quella che stabilisce che Il "no" dell'Altro al proprio desiderio è un valore da rispettare, un limite invalicabile.
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